{"id":832,"date":"2011-11-04T09:11:56","date_gmt":"2011-11-04T08:11:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.laltracitta.it\/ac\/storie-futuro-e-controllo-recensione\/"},"modified":"2026-04-24T02:28:22","modified_gmt":"2026-04-24T00:28:22","slug":"storie-futuro-e-controllo-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.laltracitta.it\/ac\/storie-futuro-e-controllo-recensione\/","title":{"rendered":"Storie, futuro e controllo: Recensione"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[\n\n<div style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/cdn.media.ultimabooks.it\/media\/catalog\/product\/cache\/1\/image\/210x300\/62defc7f46f3fbfc8afcd112227d1181\/e\/d\/xed-66d48961767ce0d7fa1bb064db3c5f80_1.jpg.pagespeed.ic.996a92TTUX.jpg\" border=\"0\" alt=\"cop\" width=\"129\" height=\"183\" style=\"float: left; border: 4px solid #ffffff;\" \/>Federico Batini, Storie, futuro e controllo. Le narrazioni come strumento di costruzione del futuro, Napoli, Liguori, 2011 (collana &#8220;Empowerment. Formazione, orientamento e diritti civili&#8221;).<\/div>\n\n \n\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 sembrare inelegante recensire il libro di un amico. Ancora pi\u00f9 inelegante \u00e8 parlare in pubblico &#8211; e bene per giunta &#8211; di un libro pubblicato nella collana che il sottoscritto condirige insieme all&#8217;autore, Federico Batini, ricercatore di pedagogia sperimentale dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Perugia, esperto di orientamento e di formazione degli orientatori. Alle buone maniere preferisco tuttavia, e in via del tutto eccezionale, la sincerit\u00e0 dettata dall&#8217;orgoglio di aver accolto e perfino stimolato e accompagnato la pubblicazione di un libro cos\u00ec importante per i temi trattati, per le tesi discusse, per le proposte concrete che vi sono analizzate e formulate.<br \/>Batini ha scritto un libro che chiunque abbia un qualche interesse ad assumere un maggiore controllo sulla propria vita quotidiana pu\u00f2 leggere con profitto. Un libro che, nel caso il lettore sia un orientatore, un insegnante o anche un genitore, pu\u00f2 inoltre fornire indicazioni puntuali per riflettere sul proprio ruolo educativo, sulle potenzialit\u00e0 dei propri strumenti, sugli effetti di alcuni errori comuni come, ad esempio, dare consigli o fornire visioni preconfezionate del futuro.<\/p>\n\n  <!--more-->  \n\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro, intitolato Storie, futuro e controllo (sottotitolo Le narrazioni come strumento di costruzione del futuro), inizia con la constatazione di un fenomeno sociale che \u00e8 sotto gli occhi tutti: le vecchie generazioni hanno l&#8217;abitudine di insegnare alle nuove a gestire la propria vita, pensando dunque che &#8220;il proprio patrimonio di esperienze e valori&#8221; possa avere un senso per i pi\u00f9 giovani. Le narrazioni sono il mezzo utilizzato per veicolare il senso e per dare significato (secondo quel &#8220;senso&#8221;) alle azioni che essi compiranno. Tuttavia, oggi siamo chiamati a fare i conti con un fatto storico di grande rilievo. &#8220;Per la prima volta nella storia &#8211; scrive Batini a pagina 2 sulla scorta delle argomentazioni dei sociologi Beck e Baumann &#8211; ciascuno \u00e8 chiamato a costruire nel corso della propria vita comportamenti, significati, identit\u00e0&#8221; senza disporre di &#8220;grandi narrazioni&#8221; di riferimento. In passato, infatti, &#8211; questa \u00e8 la tesi di Batini, fondata sul classico saggio di Lyotard sul postmoderno &#8211; gli individui disponevano di quadri di valori e di senso che venivano rappresentati in forma narrativa dalla politica e dalla religione e che costituivano un repertorio fondamentale per costruire la propria e altrui identit\u00e0. Oggi che le grandi narrazioni hanno esaurito la loro funzione e che le persone sono lasciate in balia delle micro narrazioni elargite dalle agenzie narrative pi\u00f9 potenti che siano mai esistite &#8211; a cominciare dalla televisione, che fagocita le narrazioni giornalistiche, cinematografiche, musicali, ecc. &#8211; occorre divenire consapevoli delle storie utilizzate per esercitare il controllo sui desideri e i bisogni e delle storie che ciascuno di noi usa per controllare se stesso, per orientare le proprie azioni, per fare le scelte e per dare un senso alle proprie azioni. Oggi, nell&#8217;ambito dell&#8217;educazione e in particolare dell&#8217;orientamento, occorre tener conto di questa novit\u00e0 mettendo a disposizione delle persone strumenti in grado di rendere gli utenti &#8220;autori della loro vita&#8221;. <br \/>Il libro, organizzato in tre parti &#8211; 1. I motivi, gli scenari; 2. Orientamento e narrazione; 3. Orientarsi con l&#8217;orientamento narrativo &#8211; ha un impianto argomentativo solido, che procede dall&#8217;analisi del contesto e del quadro teorico di riferimento verso un progressivo approfondimento dei metodi e delle pratiche funzionali a sviluppare le competenze fondamentali a auto-orientarsi.<br \/>Tra gli argomenti della prima parte mi pare opportuno sottolineare la centralit\u00e0 assegnata da Batini alla &#8220;predizione&#8221; e, in particolare, al legame tra predizione e comportamento. Batini infatti sottolinea e evidenzia con numerosi esempi il significato dei comportamenti che ciascuno di noi assume nella vita quotidiana allo scopo di esercitare (o illudersi di esercitare) un controllo sul futuro. Oroscopi, preghiere, scongiuri e altri riti sono gli strumenti che testimoniano l&#8217;esistenza del bisogno diffuso di raccontarsi il futuro e, quindi, di addomesticarlo. A partire da questo argomento (capitolo 1 &#8220;Il controllo: ipnosi di massa&#8221;), Batini illustra i principali cambiamenti che hanno portato le persone e le comunit\u00e0 a vivere il futuro come un problema e, soprattutto, a rappresentarlo come tale attraverso &#8220;visioni catastrofiste, centrate sulla paura, sul timore&#8221;, non funzionali al bisogno di controllo (cap. 2 &#8220;Il futuro non \u00e8 pi\u00f9 quello di una volta&#8221;). \u00c8 in questo quadro che andrebbero rivisti e riposizionati gli attuali sistemi dell&#8217;istruzione e della formazione, considerati inadeguati alla sfida di rendere le persone autonome, consapevoli del proprio potere e capaci di esercitare un controllo sul futuro (cap. 3 &#8220;L&#8217;istruzione, la formazione: bagagli leggeri&#8221;). Eppure &#8211; e siamo cos\u00ec alla fine della prima parte, al cap. 4 &#8220;Il controllo, le competenze, l&#8217;identit\u00e0&#8221; &#8211; la ricerca scientifica ci dimostra da pi\u00f9 parti come sia possibile esercitare competenze specifiche, quelle che chiamiamo competenze di autorientamento, che consentono di fronteggiare e gestire le situazioni, di regolare i propri processi cognitivi, di immaginare e progettare il futuro, di tradurre le intenzioni in azioni e, in sintesi, di &#8220;guidare l&#8217;utilizzo delle altre competenze in modo consapevole&#8221;.<br \/> La seconda parte del volume si occupa quindi di orientamento e, nello specifico, di quegli elementi della narrazione che sono ritenuti utili al processo di autorientamento e allo sviluppo delle competenze orientative. Dopo aver analizzato le caratteristiche fondamentali del pensiero narrativo e delle storie intese come strumenti per produzione culturale di significati (cap. 5 &#8220;Racconti e argomentazioni&#8221;), Batini passa a documentare il rapporto esistente tra la narrazione e l&#8217;autoefficacia per mettere in evidenza il ruolo delle storie nella facilitazione di comportamenti proattivi (cap. 6: &#8220;L&#8217;autoefficacia e le narrazioni&#8221;), e il ruolo della narrazione nella medicina e, in generale, nei processi di guarigione e nella co-costruzione di s\u00e9, del proprio benessere, della propria esistenza (cap. 7 &#8220;Una riflessologia fallita: autori della propria vita&#8221;). Infine (siamo al cap. 8 &#8220;Che significa orientarsi&#8221;), l&#8217;autore cerca di ridefinire il concetto stesso di orientamento alla luce di quanto emerso fino a questo punto. &#8220;L&#8217;orientamento &#8211; si legge a pag. 119 &#8211; \u00e8 quel processo attraverso il quale riusciamo a scegliere una direzione per la nostra vita e ad imprimergliela, a muoverci nella vita professionale, formativa, navigando con la capacit\u00e0 di fare scelte continuamente, cambiando persino quella direzione, trovando percorsi alternativi o insistendo in presenza di ostacoli, ridisegnando la traiettoria personale e contribuendo in modo efficace e proattivo a quella di una comunit\u00e0&#8221;. Niente a che vedere dunque col marketing scolastico e universitario, con il &#8220;consiglio orientativo&#8221; dato dalla scuola alla famiglia di un alunno o con l&#8217;erogazione di informazioni. L&#8217;orientamento non \u00e8 un processo che si pu\u00f2 delegare a esperti o affidare a strumenti psicometrici che definiscano l&#8217;area professionale o formativa nella quale si suppone che una persona raggiunga un profitto maggiore. <br \/>La terza parte \u00e8 interamente dedicata all&#8217;orientamento narrativo, una metodologia di orientamento formativo ideata dallo stesso Batini nel 1997 e messa a punto negli ultimi quindici anni attraverso numerose sperimentazioni e ricerche svolte in ambito nazionale. L\na metodologia si basa sull&#8217;idea che attraverso l&#8217;utilizzo di strumenti narrativi &#8211; letture, ascolti e visioni, racconti orali, giochi di ruolo, scrittura creativa individuale e di gruppo, autobiografia &#8211; sia possibile imparare a gestire le scelte e a costruire la propria vita. &#8220;L&#8217;orientamento narrativo &#8211; scrive Batini &#8211; non suppone una scelta adeguata, non prefigura un orizzonte di senso univoco, non pensa di poter asserire che vi sia una scelta giusta ed una scelta sbagliata, crede invece che la costruzione della storia di vita (formativa, professionale, esistenziale) di un soggetto richieda delle competenze che permettano una sensazione di controllo, una percezione di efficacia, capacit\u00e0 di manipolazione delle narrazioni interne ed esterne per l&#8217;attribuzione di senso e significato da parte del soggetto medesimo, in direzione di una sorta di disvelamento e costruzione di se stessi e della propria esistenza. In realt\u00e0 le narrazioni ci abitano in misura molto maggiore di quanto crediamo (senza che ne abbiamo coscienza) e, vista la quantit\u00e0 di narrazioni disponibili un compito fondamentale diventa la capacit\u00e0 di usarle, di modificarle, di conoscerle, di costruirle in modo plurale, per comprendere noi stessi e gli altri, per immaginare il futuro che vogliamo ed iniziare a costruirlo&#8221;.<\/p>\n\n]]>\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[83,69],"tags":[],"class_list":["post-832","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre-pubblicazioni","category-pubblicazioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.laltracitta.it\/ac\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/832","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.laltracitta.it\/ac\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.laltracitta.it\/ac\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laltracitta.it\/ac\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laltracitta.it\/ac\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=832"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.laltracitta.it\/ac\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/832\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5361,"href":"https:\/\/www.laltracitta.it\/ac\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/832\/revisions\/5361"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.laltracitta.it\/ac\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=832"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laltracitta.it\/ac\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=832"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laltracitta.it\/ac\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}