{"id":4150,"date":"2020-05-17T08:48:07","date_gmt":"2020-05-17T08:48:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.laltracitta.it\/ac\/?p=4150"},"modified":"2020-05-26T10:59:33","modified_gmt":"2020-05-26T10:59:33","slug":"la-scuola-gattopardesca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.laltracitta.it\/ac\/la-scuola-gattopardesca\/","title":{"rendered":"La scuola gattopardesca"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Simone Giusti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8 capitato di scrivere, durante i primi giorni del lockdown, che la didattica era finalmente entrata nelle case degli italiani. Proprio l\u00ec, in cucina, in sala, in camera da letto, perfino nel bagno. Voci di maestre e di maestri, di insegnanti che spiegano e interrogano, assegnano compiti, ne verificano lo svolgimento. (So che sto parlando dell\u201980% circa delle situazioni: e penso che dovremmo piangere di rabbia per quel 20% di bambine e bambini, ragazze e ragazzi che non hanno avuto neanche questo surrogato di scuola: ma passo oltre).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un\u2019occasione straordinaria, in effetti, per capire non solo come funziona la scuola (quella dei nostri figli e non quella della nostra memoria) ma soprattutto per sapere chi siamo noi cittadini italiani del 2020. E chi siamo stati negli ultimi vent\u2019anni. Che cosa paghiamo con i soldi delle nostre tasse? Quale servizio pubblico di istruzione finanziamo? E cosa gli chiediamo di fare? \u00c8 un servizio all\u2019altezza delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi che costringiamo a stare a scuola per oltre mille ore l\u2019anno per dieci anni?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 il momento di fare processi. Chi studia la didattica e fa ricerca in questo settore non aveva bisogno di questa emergenza per capire la situazione. Io sono sinceramente curioso di sapere cosa hanno capito i miei concittadini. Si rispecchiano in questa scuola? La trovano simile a quella che hanno frequentato? \u00c8 adeguata? \u00c8 adeguata a cosa esattamente? Cosa vi aspettate allora, e cosa vi aspettavate fino a ora? \u00c8 cambiato qualcosa? Vale ancora la pena avere un servizio pubblico cos\u00ec? Funziona davvero, \u00e8 fondamentale per la qualit\u00e0 della vita delle persone e delle loro comunit\u00e0? Per la manutenzione ordinaria della democrazia?<\/p>\n\n\n\n<p>Rispondo per me. Mi guardo intorno e dico: la scuola non \u00e8 cambiata molto. \u00c8 ancora simile quella che ho fatto io tra il 1974 il 1987. Lezioni, interrogazioni, voti. Cosa hai fatto, quanto hai preso.<br>\nE non saranno questi tre-quattro mesi a cambiarla in profondit\u00e0. Soprattutto, non \u00e8 cos\u00ec che dovremmo ottenere un cambiamento. Non cos\u00ec, non a caso, non per una causa esterna, una disgrazia qualsiasi. Anzi, quel che sta accadendo \u2013 investimenti a pioggia in tecnologie digitali, continua mortificazione dell\u2019autonomia scolastica da parte del ministero, assunzioni senza selezione e senza formazione iniziale \u2013 dimostra che tutto sar\u00e0 ancora di pi\u00f9 come prima, come abbiamo sempre voluto.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza rigore, senza controllo. Avanti per inerzia, come abbiamo sempre fatto. D\u2019altronde, noi siamo i sopravvissuti della scuola, abbiamo avuto successo, siamo qui, ascoltiamo la radio, radio tre addirittura, vuol dire che con noi la scuola ha funzionato. Sia pure in assenza di rigore e di controllo, senza un\u2019adeguata formazione scientifica e professionale dei docenti della secondaria, inesperti in didattica per scelta e per contratto. Senza una valutazione del sistema scolastico degna di questo nome.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto \u00e8 cambiato e io ho il sospetto che siamo stati noi \u2013 persone colte, progressiste \u2013 ad aver fatto di tutto \u2013 cio\u00e8 niente \u2013 affinch\u00e9 la scuola, perennemente agitata dal vento del cambiamento, non cambiasse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Testo preparato in occasione della puntata del 17 maggio 2020 della trasmissione<\/em> La lingua batte <em>condotta da Paolo Di Paolo (Radio Tre Rai).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Simone Giusti Mi \u00e8 capitato di scrivere, durante i primi giorni del lockdown, che la didattica era finalmente entrata nelle case degli italiani. Proprio l\u00ec, in cucina, in sala, in camera da letto, perfino nel bagno. 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