Pianificare e gestire la transizione verso lo smart working

Sono sempre di più gli ambiti e i settori lavorativi nei quali un maggior decentramento dell’organizzazione del lavoro ha impatti significativi in termini di efficienza nell’uso delle risorse e di benessere per i lavoratori. La gestione del tempo migliora in modo significativo grazie alla riduzione degli spostamenti, i costi personali e sommersi legati allo spostamento verso il luogo di lavoro si riducono e i benefici si misurano anche sull’ambiente. Se i vantaggi sono evidenti, i fattori che frenano la transizione verso un modello di organizzazione del lavoro che faccia un più ampio affidamento sullo smart working sono molti. Un primo fattore è la resistenza al cambiamento ad esempio l’abitudine al contatto ravvicinato e al lavoro insieme ai colleghi, espresso sia dai gruppi dirigenziali che dagli stessi lavoratori. Un secondo fattore ha a che fare con la fiducia e la responsabilità, con il passaggio da un controllo basato sull’osservazione quantitativa del tempo dedicato al lavoro, a quella qualitativa sui risultati che quel lavoro produce. Un terzo fattore a che fare con le competenze richieste che sono di natura personale e di natura organizzativa.

L’altra Città ha sviluppato un percorso formativo finalizzato a sviluppare le competenze necessarie alla transizione dal modello lavorativo basato sulla presenza in un luogo fisico che è riferimento oltre che per il proprio lavoro anche sia per i rapporti con clienti e committenti, a un modello blended caratterizzato dalla centralità della persona piuttosto che del luogo fisico, e sulla sua capacità di raggiungere gli obiettivi con una propria organizzazione dei tempi e del setting di lavoro in un mix tra attività presso la sede fisica dell’impresa, presso il committente/cliente e al proprio domicilio.

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