Cosa è il Ce.I.S. di Grosseto? Lo chiediamo ad Alberto Brugi

< ![CDATA[Chiediamo ad Alberto Brugi, presidente del Ceis di Grosseto, qual è il tratto distintivo dell’impegno di questa associazione di volontariato
Da 23 anni il Ceis opera a Grosseto, prima a sostegno del programma terapeutico per i tossicodipendenti, poi come incubatore di nuovi progetti che intendevano affrontare le nuove sfide sociali al volontariato.
Nel 2000 abbiamo cominciato a sperimentare modalità di realizzazione di progetti di solidarietà internazionale anche per offrire ai nostri volontari possibilità di impegno e di crescita diversi, un’esperienza che ha fatto nascere l’associazione L’Altra Città Nel Mondo. Continua a leggere “Cosa è il Ce.I.S. di Grosseto? Lo chiediamo ad Alberto Brugi”

Estrazione dei vincitori dei premi della lotteria organizzata dal "Centro di Solidarietà di Grosseto"

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Martedì 16 febbraio 2016 alle ore 17:00 è stata effettuata l’estrazione dei vincitori dei premi della lotteria organizzata dal “Centro di Solidarietà di Grosseto”.

Da utenti a protagonisti

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Il progetto “Da utenti a protagonisti” finanziato dal Cesvot sul Bando “Percorsi di innovazione” è realizzato dall’associazione l’Altra Città in partenariato con il Circolo ARCI Khorakhanè di Grosseto e il Forum del Volontariato di Follonica.

L’obiettivo del progetto è sperimentare un modello in cui l’inserimento di utenti dei servizi sociali o dei servizi del volontariato come nuovi volontari delle associazioni del territorio, possa aprire la strada ad una nuova cittadinanza degli utenti stessi. Una cittadinanza basata sulla restituzione della fiducia e delle risorse che hanno ricevuto e all’acquisizione di nuove competenze utili per una loro futura collocazione nel mondo del lavoro e più in generale nella comunità.

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IL PROGETTO UOMO DEVE CONTINUARE

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Un saluto a don Mario Picchi

Martedì 1° giugno sono stati celebrati a Roma i funerali di don Mario Picchi, fondatore del Ceis di Roma, il primo dei tanti Centri Italiani di Solidarietà che dagli anni 70 a oggi hanno arricchito la vita sociale e culturale del nostro Paese. Per coloro che hanno contribuito, seguendo la sua fondamentale lezione, a realizzare l’esperienza del Ceis di Grosseto e degli altri Ceis italiani, si tratta certamente di una perdita significativa. Don Picchi, che aveva presieduto Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche fino al 1994, ha lasciato un segno indelebile nella vita degli operatori, dei volontari e dei tanti uomini e donne che hanno cercato – spesso con successo – di liberarsi dalla schiavitù della tossicodipendenza. A don Picchi dobbiamo, noi italiani, la nascita di comunità terapeutiche “aperte”, capaci cioè di proteggere i loro ospiti per un periodo di tempo limitato e, quindi, di favorirne il cambiamento. Ma sempre per restituirli al loro contesto sociale, che nel frattempo deve anch’esso cambiare, diventare più accogliente a capace di ascolto.

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